giovedì 9 agosto 2012

sondaggio su lanzhou - parte II

E` vero, Lanzhou non l`eleganza e le mille risorse di Pechino ne` la "simpatia" turistica di Dunhuang ed e` oggettivamente una brutta citta`...non nego nemmeno di averla paragonata agli scenari apocalittici di Blade Runner...pero` la Cina e` anche, anzi forse soprattutto, questo.

E` nelle citta` industriali come Lanzhou che il Celeste Impero produce la sua ricchezza ed il suo sviluppo, a discapito palese dell`ambiente circostante e della salute dei residenti.

Come tale merita quindi questa brevissima sosta...e poi la strada commerciale dove sta il nostro albergo a 18 piani ha pure un suo perche`, con le viuzze laterali brulicanti di bottegucce dove vengono serviti tagliolini o spiedini di carne alla griglia, dove ci si ferma a sosrseggiare una birra o a comprare delle pesche profumatissime.

In fondo in fondo Lanzhou e` molto piu` vera di tanti altri posti che abbiamo visto e che vedremo.

Piaccia o non piaccia questa e` la Cina moderna!

sondaggio su Lanzhou

insomma, dopo tanto entusiasmo questo momento doveva arrivare.

l'orribile cina che tanto aveva indignato lafra l'anno scorso, eccola qua in tutta la sua magnificenza.

Lanzhou, si pronuncia Langiu'.

e' il capoluogo del Gansu, e sta in un posto fichissimo, ovvero in un corridoio fra le montagne, distesa lungo il fiume giallo, a 1600 metri sul livello del mare. clima fantastico, paesaggio (FORSE) pure.

forse perche' una coltre di nebbia da smog e una selva di palazzacci, alcuni scheletri in costruzione, altri gia' completati, oscura la vista. e fa girare le scatole a lafra.

e' vero, ci siamo fermati qui perche' vicino ci sono le grotte buddiste di Biglinsi, raggiungibili solo dopo una crociera sul fiume giallo, tanto belle.

e' vero, poi da qui si discende verso il tibet, come faremo noi domani, oppure si riparte lungo la via della seta verso tianshui e poi xi'an, come faremo noi fra 3 giorni.

ma vi assicuro che il bruciore alla gola che ha preso lafra stamattina quando ha messo un piede fuori dall'albergo l'ha proprio inversata.

cindo dice che sembra di stare in Blade Runner, e che poi non e' male, andava visto anche questo, meglio saperle certe cose etc.

secondo lafra non andava visto, perche' e' tutto riassumibile cosi': immaginatevi una selva non di grattacieli disegnati da architetti, bensi' di casermoni orribili, parallelepipedi squadrati di cemento altri circa 30 piani, moltiplicateli per 3 milioni e mezzo di abitanti. aggiungete un sacco di lucine e un enorme dragone di plastica, lungo forse 2 km., che corre lungo un fiume giallo melma. questo per il folklore.

poi miscelate a vostro piacimento barboni e qualche agricoltore lacero che ai bordi delle strade vende un sacchetto di noci e uno di pesche, tutto quello che ha. Non dimenticate negozi pieni di plastica, supermercati anonimi e bottegucce puzzolenti.

infine, prima e dopo, una scia di ciminiere, fabbriche e piu' in la' miniere che violentano l'aria che 'sti poveracci respirano.

mescolate tutto, questo e' lanzhou.

non so, dite voi se ha ragione lafra oppure ha ragione cindo.

martedì 7 agosto 2012

Di nuovo sulla via della seta

E con oggi abbiamo davvero ripreso la strada della nostra
personalissima via della seta.
Dopo aver infatti visitato il forte e la grande muraglia di
Jiayuguan, punto piu` ad ovest dei bastioni che dovevano difendere la
terra di Mezzo dai barbari dell`Asia centrale, abbiamo raggiunto la
citta` di Dunhuang, antica oasi sulla via della seta.
E come l`altra oasi posta piu` a nord (Turpan), anche qui abbiamo
potuto visitare grotte magnificamente affrescate che, incredibilmente,
hanno retto meglio delle altre alla bramosia degli archeologi
occidentali. Abbiamo ammirato gigantesche statue del Budda, di cui una
alta quasi 35 metri, incredibilmente incastrata all`interno di una
grotta che, vista da fuori, mai ti aspetteresti celare un simile
prodigio.
E poi un altro tratto di muraglia, di epoca Han, tanto misero (un
semplice terrapieno di sabbia, paglia e fango) quanto autentico e
poetico.
Infine, il passo della Porta di Giada, punto di ingresso delle
carovane che da Turpan. finalmente, raggiungevano la Cina.
Ripensando all`anno scorso anche noi possiamo dire, fatta eccezione
per la parentesi pechinese, di essere arrivati davvero nel Celeste
Impero solo una volta raggiunto il Gansu.
D`altra parte, la netta prevalenza della etnia Han rispetto ad ogni
altra minoranza - grande differenza con lo uiguro Xinjiang - te lo fa
subito capire.
Con tutti gli annessi e connessi, in primis la cucina, nettamente
cinese e quindi estremamente varia e, soprattutto, buonissima.
E poi i modi di fare degli autoctoni, sempre garbati nel loro
"cinguettare" da una parte all`altra.
Non saprei come altrimenti definire il loro modo di muoversi parlando
con voce acuta, mentre ti girano attorno sorridendoti e fotografandoti
come se fossi un fenomeno da baraccone!
Atteggiamento che peraltro noi contraccambiamo non riuscendo ad
evitare di ritrarre i loro "usi" piuttosto curiosi, come la loro
insensata paura del sole che li porti a coprirsi (soprattutto le donne)
dalla testa ai piedi anche in pieno deserto mentre si aggirano con i
loro coloratissimi ombrellini attorno ai ruderi di qualche avvisaglia
del loro passato!


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lunedì 6 agosto 2012

Xinjiang ed Aspromointe

Ci pensavo a pechino. ora che siamo arrivati in gansu, l'idea mi si rafforza.
Voi tutti sapete quanto mi ha urtato la cina l'anno scorso. cindo continuava a ripetermi questa non e' cina, e' terra di frontiera, qui i cinesi han vengono mandati a colonizzare l'etnia uigura.
e' normale che siano tutti incazzati, cafoni e duri.
questo lo aggiungo io, lui e' troppo politically correct anche solo per pensarlo.
arrivata prima a pechino e ora tornati molto a ovest, fino a ritrovarci alle pendici dell'ultimo baluardo della grande muraglia, dopo aver passeggiato fra parchi in cui la gente pratica arti antiche e misteriose, dopo aver ricevuto mille sorrisi, dopo aver addirittura trovato due persone che hanno avuto il coraggio di accennare, pur fra mille blocchi, alla situazione politica del paese, dopo aver riscontrato un'estrema disponibilita' in tutti i cinesi che abbiamo incrociato anche solo per un attimo, m'e' venuto questo parallelismo.
entrare in cina dallo xinjiang e' come per uno straniero entare in italia dall'aspromonte.
ho un cliente di san luca, e oggi pensavo a lui.
in genere mi fa saltare i nervi: abbiamo colloqui, in carcere, incredibilmente tesi e falsi, ma l'ultima volta l'ho ringraziato dicendogli che mi aveva fatto intuire cose che non avrei mai immaginato esistessero.
ha una visione arcaica della famiglia, come valore che viene molto prima rispetto a quello della collettivita', un interesse ossessivo verso il senso delle parole, e dei loro significati nascosti, una falsa umilta' (lei mi deve capire, avvocati', mi dice sempre, io so stare con le bestie, non con gli uomini) che nasconde un orgoglio profondo, costruito su una lotta per la sopravvivenza che io non potro' mai capire.
ora, io non so niente di cosa pensano gli uiguri schiacciati in xinjiang ne' gli han predatori. ma so che se mi costa tanta fatica, anche solo per un attimo, intuire le incomprensibili ragioni di un abitante di san luca, reggio calabria, italia...beh, allora forse la durezza che ho testato l'anno scorso mi restera' per sempre oscura ma non puo' essere la parola fine sulla cina e sui cinesi.
oggi ho detto a cindo che sbagliavo e che aveva ragione lui.
sapete tutti che non e' cosa che faccio spesso.

sabato 4 agosto 2012

Pedalando senza fretta....

E si`. perche` il modo migliore per vedere Pechino e ` girarla in
bicicletta, magari non per una dozzina d`ore pause incluse ma
comunque...
Tutta la citta`. infatti. e` assolutamente "piatta" e percorsa da
chilometri e chilometri di larghissime piste ciclabili. Non aspettatevi
pero' Berlino o Amsterdam: su queste piste troverete facilmente ogni
tipo di motociclo, autobus ed auto parcheggiate, gente che viene
contromano...sempre meglio pero` di Milano e della maggior parte delle
altre citta` italiane!
E girovagare in bici passando da un vicoletto (hutong, le vie della
vecchia Pechino o meglio quello che ne resta...che non e` comunque poca
cosa) ad una autostrada ad otto corsie su cui affacciano grattacieli di
vetro e metallo dai tetti a pagoda...anche qui piu` che Londra o
Berlino a me viene in mente la "imperdibile" Ashgabat, capitale di
marmo bianco dell`altrettanto " imperdibile" Turkmenistan!
E cosi`, con la forza delle nostre sole gambette pallide, ce ne siamo
andati a zonzo in cerca di templi.
Oggi, infatti, non ci siamo fatti mancare nulla: due templi buddisti
(uno "lamaista") con contorno di statue dorate del buddha ed incenso a
coprire gli odori non proprio allettanti della metropoli: un tempio
confuciano piu` simile ad un museo che ad un vero luogo di culto ed un
tempio taoista, con le sue statue di generali guerrieri, demoni e
signori della montagna!
In fondo la Cina, ci pare di capire, e` anche questa spiritualita' e,
anzi, fino a qualche decennio fa era soprattutto questo....
E dopo la classica anatra alla pechinese, stasera abboffata di
ravioli al vapore con salsa di soia...buonissimi! e soprattutto tanto
normali dopo aver passeggiato fra bancarelle che vendevano (forse,
spero piu` per i turisti che per gli autoctoni...) spiedini alla brace
di scopioni, bachi da seta, stelle marine, cavallette, serpenti ecc
ecc....
Ed ora una bella doccia, in attesa di volare domani a Jiayuguan per
riprendere il nostro cammino. La sosta nella capitale "imperiale" (ieri
come e forse piu` oggi) e` giunta al termine. Ci torneremo alla fine
del viaggio ma gia` un po` ci manca!
notazione romantica: questo fatto di essere arrivati alla fine del
viaggio senza averlo percorso tutto proprio non ci piaceva. e quindi
abbiamo deciso, simbolicamente, che il viaggio si concludera' nel
centro di pechino, che e' piazza tien-a-men. per questo, abbiamo
scelto, durante questi primi giorni pechinesi di aggirarla ma di non
entrarci mai: lo faremo solo l'ultimo giorno, quando davvero avremo
percorso rasoterra tutta la via della seta, e oltre, fino a inverare il
titolo di questo blog.
inshallah.


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venerdì 3 agosto 2012

classici cinesi

Niente da fare, Pechino ci piace proprio e non riusciamo ad arrabiarci
nenache dopo aver discusso col nostro autista di riscio' elettrico (non
saprei come altrimenti definirlo...!) che sbaglia strada nel riportarci
in ostello ed insiste per avere piu' soldi per condurci a
destinazione...faccia tosta e tanta insistenza e la vinciamo noi, con
l'aggiunta di una mancia meritata per la sportivita' con cui alla fine
accetta la sconfitta!
Oggi giornata di grandi classici: Citta'
Proibita, Tempio del Cielo ed anatra alla pechinese!
Lo spettacolo
migliore, pero'. ce lo regalano sempre i pechinesi che, giunta la sera
e sollevatasi un po' l'umidita' - che neanche nella bassa padana ad
agosto -, affluiscono nei parchi per giocare a carte, cantare, danzare
e fare ginnastica. Si potrebbe passare una intera giornata a guardarli
e, garantisco, non ci si annoierebbe affatto!
p.s. grazie alla censura
di mamma cina non riusciamo a leggere il blog e quindi a rispondervi...
almeno per ora: abbiamo coinvolto la gine e speriamo si trovera' una
soluzione!


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Viva la Cina!

Se non la avessi sentita con le mie stesse orecchie non ci avrei mai
creduto...alla piccola Fra pare che Pechino piaccia davvero!
O perlomeno, questa e` la sensazione avuta dopo un pomeriggio passato
in giro per hutong ed a passeggio nel parco Beihai.
In piu` metteteci che ieri si vedeva "addirittura" l`azzurro del
cielo...insomma una giornata eccezionale!
Vedremo come andra` oggi. Il programma prevede infatti di buttarsi
nel cuore della citta` (piazza Tienammen e citta` proibita), tra frotte
di turisti autoctoni e traffico selvaggio.
Ho quindi il sospetto che l`entusiasmo inizale sara` messo a
durissima prova!
Per intanto, mi godo le belle sensazioni provate fin qui. E`
sicuramente troppo presto per dare giudizi pero` girare tra i vicoli
della vecchia Pechino - anche in riscio`! - e` stata veramente una
bella esperienza. Personalmente, mi sono sentito davvero in Cina! E poi
il lago ed il parco di Behiai con i calligrafi che diseganano sul
selciato con pennelli ad acqua! e le sigonre cinesi che fanno
ginnastica di gruppo sotto le fronde ed al ritmo della musica
tradizionale!E poi, nonostante tutto, avere la sensazione che non siano
passati cosi` tanti mesi dall`ultima volta che siamo stati in questo
Paese...!
Insomma, per ora solo belle sensazioni!


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