martedì 6 settembre 2011

Ecco le foto!

...nel frattempo abbiamo recuperato i bagagli, la mia otite migliora ed abbiamo caricato una "ricca" selezione di foto!
per tutti i coraggiosi, trovate le immagini del viaggio al seguente indirizzo:

https://picasaweb.google.com/117662113012116834779/ViaDellaSetaParteII?authuser=0&feat=directlink

domenica 28 agosto 2011

ritorno o disfatta?

siamo a pavia da ieri alle 9.40, con circa 23 ore di anticipo che ci sono costate una cifra che mi vergogno di dire.
ci siamo lasciati che cindo stava così così e che dovevamo fare un trasferimento in treno da kuqa a turpan.
(siamo a pavia da meno di un giorno ma non potete immaginare come tutto mi sembri remoto e impossibile, come probabilmente a voi)
ebbene, appena saliti sul treno sono iniziati gli smadonnamenti di cindo, e lafra ha capito che buttava male.
eravamo nelle due cuccette in alto, condividevamo uno scompartimento da 4 con una famiglia composta da 4 persone (uhm...), senza posto per i bagagli, con le lenzuola già usate e - soprattutto - con un'aria condizionata (non condizionabile da noi) che ci picchiava in faccia. cindo ha detto: mi sveglierò con la broncopolmonite. sbagliava, perchè non si è svegliato, non essendosi mai addormentato, e la malattia che l'ha colto è stata l'otite.
al mattino lafra era invece di ottimo umore, e ha intavolato un'interessantissima conversazione con la signora uigura madre della famigliola con cui condividevamo la cuccetta.
siamo così arrivati a turpan, mentre cindo continuava a ripetere di avere la febbre e il mal d'orecchi, e lafra gli diceva sarà la depressione.
non quella psicologica, ma quella fisica, essendo turpan 163 metri sotto il livello del mare.
infatti, scesi dal treno a 12°, ce ne ritroviamo addoso 43, di gradi. siamo nel deserto, sotto il livello del mare: logico.
insomma, al pomeriggio un povero e simpatico autista ci scorrazza in giro, ma cindo non è più il marco polo della bassa, il novello manas, il leone della sila che tutti voi conoscete.
e continua a ripetere che ha male all'orecchio.
insomma, dopo una cena in cui, avendo noi cercato di utilizzare un dizionarietto italocinese, ci tirano delle fregature pazzesche e quasi finiamo tutti gli yuan residui, andiamo a nanna stremati.
nottetempo l'orecchio di cindo inizia a espellere pus e prendiamo la decisione di anticipare il volo di rientro.
è così che, da mosca, invece che andare a budapest con circa 18 ore di scali, andiamo ad amsterdam con "sole" 6 ore di attesa nel gelido aereoporto di mosca.
nel frattempo, non vi sto a raccontare ma è stato davvero uno strazio.
arrivati a linate, eravamo così sollevati che quando ci siamo accorti che il nostro bagaglio era disperso fra mosca ed amsterdam, lafra ha iniziato a dire non importa, tanto c'erano solo magliette sporche.
chiaro che l'ottimismo di cui sopra è già passato e se ci pensa le viene l'orticaria.
insomma, ci carichiamo su un taxi e chiediamo di venire recapitati al pronto soccorso del san matteo, ove al cindino verrà diagnosticata un'otite medio-acuta con perforazione del timpano sinistro.
allora, disfatta o ritorno?
secondo lafra disfatta.
secondo cindo ritorno, molto molto molto sfigato ma pur sempre ritorno.
ancora grazie a chi ci ha letto...torneremo con le foto al più presto. vi abbracciamo stretti.

mercoledì 24 agosto 2011

i primi buddha

cavolo, cindino e' tanto malato che non e' riuscito nemmeno a festeggiare come
si deve. eppure questo per noi e' un gran giorno, siamo arrivati ai nostri
primi buddha.
a Merv, in turkmenistan, ci avevano detto che c'era una stupa buddhista. e a
burana, in kirghizistan avevamo visto una scultura raffigurante un volto di
buddha, ma era in una vetrinetta di un museo polveroso, chissa' da dove
l'avevano presa.
invece oggi le prime caverne dei monaci buddisti, del III sec. d.c. Cosi'
simili a quelle in cappadocia, dei primi cristiani, da commuovere.
Fa piangere anche sapere che le 500 grotte solo di Kucha (ce ne sono molte
altre in questo tratto della via della seta) sIAno state letteralmente
depredate da un archeologo fedele al fuhrer che ha portato tutti gli affreschi
piu' belli a Berlino. Ci siamo ripromessI di tornare a Berlino solo per
vederle, e rendere omaggio ad una bellezza che non poteva che essere qui.
Ma so bene che state leggendo 'sta pappina solo per sapere come sta il vostro
eroe. insomma...da qualche oretta insiste che ha la febbre. io minimizzo e lui
si incazza, facciamo sempre cosi'.
comunque fra qualche ora lo carico sul treno per turpan, da cui scenderemo
domani mattina alle 11,gli propino una bella tachipirina e lo metto a letto
(anzi a cuccetta). e fanculo l'omeopatia che come al solito quello mi si ammala
sul piu' bello.
speriamo accada come a bukhara e domani cindino si sia ripreso. ci tiene un
sacco a turpan. e poi quando e' malato continuiamo a bisticciare, che triste
finale di vacanza!!!!

lunedì 22 agosto 2011

kashgar

forse perche' alla fine l'ho accettata per quello che e', ma oggi ho capito che
kashgar mi piace un sacco.
come faccio a raccontarvi questa citta' dove abbiamo passato tre notti e da
cui domani ripartiremo?
mi vengono in mente i suoi odori. perche' qui le pere profumano di pera e le
pesche di pesca, e quando cammini per le sue strade centrali ti raggiungono
zaffate di sangue, perche' la carne sta appesa sotto il sole, preda delle
vespe. e poi senti l'aceto in cui imbevono i tagliolini e il loro condimento,
ma anche l'odore del the e del pane appena estratto dai naan davanti alle
botteghe.
se sei in una via della kashgar nuova vivi un po' come dentro un negozio di
cinesi in italia...avete presente quella puzza di plastica persistente?
ma se vai ancora piu' fuori, al bazar, l'odore degli animali si mescola a
quello degli uomini, come accade in campagna.
se ti aspetti il profumo di una cina che non esiste kashgar non puo' che
deluderti, cosi' come ti fa rimanere male perche' ha perso la naturalezza
morbida e antica delle citta' uzbeke e kirghize.
ma se senti solo cio' che e', senza fantasie e pregiudizi, allora tutto questo
disordine ti cattura e ti apre la mente e il cuore. kashgar probabilmente e'
davvero la porta della cina, soglia che davvero non so se voglio superare...ma
che oggi ho finalmente saputo vedere.

e ora veniamo al bollettino medico...perche' tanti di voi si chiedevano - lo
so - come mai cindo dimostrasse tanta insolita virile resistenza. eravate un
po' preoccupati vero?
calma tutti, niente panico: e' a letto prostrato da problemi intestinali e
grave spossatezza.
a lui capita sempre cosi' (anche a mosca e bukhara). quando ormai il piu' e'
fatto, quando si tratta solo di rilassarsi e giungere gloriosamente alla meta,
crolla.
ora che ci penso, lo stesso che gli accade qualche volta a meta' cena se ha
cucinato tanto ed e' teso per il risultato.
e' un tenerone, lo so che lo amiamo anche per questo. pero' domani devo
trascinarmelo io fino a Kuqa in treno.
bravi tutti a volergli bene a distanza.

domenica 21 agosto 2011

nel cuore dell'asia centrale

nel cuore dell'asia centrale dicono ci sia il bazar domenicale di kashgar.
non e' stato semplice essere qui proprio oggi, visto che la frontiera con il
kirghizistan chiude sabato e domenica, ma non potevamo mancare, dopo tanta
strada.
stamattina lafra era eccitata: si va al mercato.
il cindo era preoccupato: lo fa sempre quando vede lafra eccitata.
abbiamo costretto l'autista a portarci la' per le 8, nonostante ribadisse che
fino alle 9 (ora locale, poi vi spieghiamo) il mercato non sarebbe iniziato.
in effetti, quando siamo arrivati noi, le pecore iniziavano a essere
scaricate, ma c'era ancora fresco, pochi turisti e poi lafra riteneva
inconcepibile che il piu' grande mercato dell'asia centrale iniziasse piu'
tardi di quello di p.zza petrarca a pavia.
tant'e'. c'erano yak, mucche e manzi, pecore tantissime, capre, cavalli,
asini, muli e cani. in genere, tranne quest'ultimi, di sesso maschile. si sa,
le donne servono anche ad altro, che non sia solo l'alimentazione altrui.
non si puo' dire che vi fosse un clima di festa: gli animali erano sbattuti
qua e la', tastati e soppesati. le pecore legate fra di loro come un corpo
unico, i manzi rabbiosi e gli yak accaldati. i muli che invocavano la
rivoluzione ragliando e i cani troppo cuccioli per dire alcunche'.
gli uomini contrattavano, chiudendo le trattative con una stretta di mano e
con altri strattoni per la povera bestia che veniva caricata su altri
camioncini-carretti per andare chissa' dove.
dopo tre ore, ricoperti di polvere e puzzolenti come due bestiole, lafra e
cindo si sono trascinati al bazar delle "cose". dicono che non sia autentico...
invece e' proprio un mercato dove la gente del luogo va a comprare di tutto.
non ci si trovera' quindi l'artigiano e l'oggettino che fa tanto "cina da
scoprire", ma la paccottiglia di plastica made in china che si compra qui come
in italia.
comunque enorme anche questo, e faticosissimo.
dopo altre tre ore, lafra e cindo si sono trascinati a questo internet point,
fortunosamente trovato, da cui scrivono.
purtroppo non si riesce a vedere blogspot (le ragioni le intuite e il pavido
cindo censura lafra come suo solito) e quindi non possono vedere il blog, e
rispondere ai commenti...perdonateli.
ora tutti sotto la doccia!!!!
p.s. meriterebbe un post a parte, ma vi voglio spiegare il problema dell'ora
locale. La cina adotta un'unico fuso, da pechino a qui, pertanto l'ora
ufficiale, quella che si legge ovunque, e' due ore avanti rispetto a quella
locale, che corrisponde al sole. lafra non ci capisce piu' niente, ovviamente.
e' come se vi dicessero di convivere con l'ora legale e l'ora solare, tra
l'altro con due ore di scarto. ad un certo punto si perde ogni controllo della
situazione...

venerdì 19 agosto 2011

citta' sulla via della seta

Dopo una prima notte a Kashgar siamo ripartiti alla volta dell`altopiano del
Pamir, percorrendo la mitica Karakorum Highway, una delle strade piu` "alte"
del mondo.
Un percorso incredibile che si snoda attraverso canyon scavati in pareti di
arenaria rossa, dune di sabbia che dai fianchi delle montagne circostanti
scendono su bacini acquitrinosi, fino al lago Karakol, a quasi 3600 metri di
quota, su cui si specchia la cima innevata del Muztag Ata (7400 m) col suo
ghiacciaio imponente.
E dopo aver superato l`ennesimo passo, a 4000 metri di altezza, eccoci
scendere sull`altopiano. E qui la sorpresa maggiore, oltre allo spettacolo
delle circostanti montagne, e` stato vedere come vi crescevano rigogliosi
pioppi ed altri alberi che, per le nostre scarse nozioni di botanica, non
dovrebbero sopravvivere a queste altitudini
(oltre 3000 m). Soprattutto se si considera che tutto attorno il paesaggio e`,
per il resto, completamente arido!
Siamo quindi arrivati a Tashkorgand, antica citta` sul ramo della Via della
Seta che dalla Valle di Wakand in Afganistan portava in Cina. Del suo antico
retaggio oggi rimangono solo i resti di una antichissima fortezza che,
dall`alto di un colle, domina l`intera vallata...con alle spalle i monti del
Pamir, uno spettacolo incredibile al tramonto! E la sera, grazie al fiuto della
Fra, abbiamo cenato in una piccolissima bettola (non piu` di sei tavoli) dove
ci hanno servito l`unico piatto che cucinavano, dei deliziosi lagman,
fettuccine fatte a mano e conditi con carne e verdure...eccezionali! E sempe
qui abbiamo fatto amicizia con altri tre carinissimi avventori, tra cui una
coppia di giovanissimi professori universitari di Kashgar...con annesse foto di
rito!
Il giorno dopo rieccoci in strada, oltre otto ore di viaggio, per raggiungere
invece Yarkand, citta` sul limitare del deserto del Taklamakan, il secondo piu`
grande al mondo dopo il Sahara...ed infatti fa decisamente caldo!. Yarkand e`
stata capitale di un antivco regno del Turkestan orientale oltre che importante
tappa sul ramo meridionale
della Via della Seta che da Kashgar raggiunge Turpan aggirando da sud il
deserto. Dopo aver visitato le tombe degli antichi sovrani ci siamo immersi
nelle vie "commerciali" della citta`: fabbri al lavoro sulleloro incudini,
liutati locali impegnati a preparare le casse armoniche dei mandolini uiguri,
venditori di ghiaccio e bancarelle dove si possono trovare tutte le specilita`
locali, compresi la testa,
l`intestino ed il cuore di pecora bolliti...!Un vero putiferio, tra
motocarrozzette elettriche si` ma dalla clacsonata facile. Difficile descrivere
il folle mischiarsi di odori, colori e suoni...insomma, asia centrale a tutti
gli effetti!

la cina e' (troppo?) lontana

Io non ci capisco niente.
E abbiamo avuto un bel fare...partire da pavia, per arrivare fino a qui poco
per volta notando le differenze che pian piano si palesavano ai nostri occhi.
Col cavolo.
Mi avessero paracadutata qui con il mio zaino a uovo sarebbe uguale: zero.
Mi resta solo il fastidio...
Alla frontiera quell'ingresso futuristico, e poi a kashgar non va internet
perche' a causa dei moti di luglio lo tagliano. Tutti, anche i nomadi in yurta,
hanno un pannello solare portatile ma poi abbattono le montagne perche' di li'
deve passare una strada e chi se ne frega dell'impatto ambientale. Ancora
peggio: radono al suolo interi quartieri tradizionali per costruire grattacieli
che sui cartelloni definiscono "all in one"e poi e' pieno di bambini a piedi
nudi e di mendicanti.Sembra che non vi sia bellezza in cio' che e' la Cina
oggi, e che la bellezza eventualmente residua faccia parte di una storia che il
presente vuole dimenticare.
metterla sul piano delle contraddizioni, pero', e' riduttivo,...c'e' qualcosa
di duro, ma del tutto impersonale, nascosto dietro la tanta, troppa, polizia in
tenuta antisommossa, dietro a blogspot censurato, dietro alle yurte trasformate
in bunker di cemento. ma anche dietro al modo aggressivo in cui guidano.
Sono tutti gentili con noi, incuriositi, disponibili ad aiutarci...ma e' come
se fosse ben chiaro ad entrambi che nulla dei nostri mondi avra' una consonanza
profonda.
La mia personale sensazione e' quella della paura. Paura per qualcosa che
davvero mi sembra incomprensibile ma assolutamente vincente rispetto al nostro
perbenismo borghese.
Le mie considerazioni, e' chiaro, non valgono nulla, ma mi fa strano avere qui
un senso di timore e di incomunicabilita' molto piu' denso di quanto l'abbia
mai provato...qualunque hijab in Iran non poteva creare il disagio che provo da
quando ho lasciato le montagne per scendere in terra cinese...